Percorsi da tre a sette giorni, con le distanze reali e i tempi di guida veri: nord, sud, costa ovest, entroterra e il giro dell’isola.
In Sardegna le distanze ingannano. Non ci sono autostrade e le strade costiere sono strette e piene di curve: sessanta chilometri sulla litoranea per Bosa si fanno in un’ora e mezza, non in quaranta minuti. Gli itinerari qui sotto sono costruiti su tempi reali, non su quelli che promette il navigatore.
Nord-est in tre giorni, da Olbia. Primo giorno Costa Smeralda — Porto Cervo, Baja Sardinia, la spiaggia del Principe — con spostamenti di venti-quaranta minuti l’uno. Secondo giorno verso nord: Palau, il traghetto per La Maddalena e Caprera, Santa Teresa Gallura e Capo Testa. Terzo giorno verso sud: San Teodoro, Cala Brandinchi, La Cinta e il promontorio di Tavolara.
Nord-ovest in tre giorni, da Alghero. Primo giorno Capo Caccia, le Grotte di Nettuno e le spiagge delle Bombarde e del Lazzaretto, a dieci minuti dal centro. Secondo giorno Stintino e la Pelosa, con l’Asinara davanti; sono circa 55 chilometri e conviene partire presto perché l’accesso alla spiaggia è contingentato in estate. Terzo giorno la litoranea per Bosa, una delle strade panoramiche più belle d’Italia, con sosta al villaggio e ritorno per l’interno.
Sud in quattro giorni, da Cagliari. Cagliari e il Poetto il primo giorno, poi Villasimius e Costa Rei a est (un’ora scarsa), Chia, Tuerredda e le dune a ovest (poco più di un’ora), e un giorno per l’entroterra: Nora, l’area archeologica sul mare, e se resta tempo Su Nuraxi di Barumini, patrimonio UNESCO.
Costa a costa in cinque giorni, da Olbia a Cagliari. Si scende lungo la costa orientale — Cala Gonone e il Golfo di Orosei, dove le calette più belle si raggiungono in barca, poi Ogliastra e Bari Sardo — e si chiude su Villasimius. È il percorso che richiede più guida (circa 400 chilometri in totale) e quello in cui conviene arrivare da uno scalo e ripartire dall’altro.
Il giro dell’isola in sette giorni è possibile ma lascia poco tempo per fermarsi: circa 900 chilometri. Ha senso solo se l’obiettivo è vedere molto piuttosto che stare in spiaggia. In ogni caso: fai il pieno quando scendi sotto metà serbatoio, perché nell’interno i distributori chiudono presto, e considera che alcune spiagge si raggiungono su sterrati brevi ma sconnessi.

